Review catalog Amazon by Critic's Valerio Grimaldi

Mató, comes from a mediteranean and sunny puglia, where gold plains are designed in the horizon and lands in amazon forest, a labirynth of a disordered vegetation also spontaneous.this nature lived as an atmosphere, as a tention as an entrance of the unknown and as an inexplicable mistery is the polarity that impel mató to the interior of amazônia, giving it a perceptive soul.
Her landscaps can be seen as something strange but in some moments as something suggestive, simulation or as a fantastic simulation.as has recentily described wlademiro zocca , mató presents a landscape as a bridge between the territory of naturality and the infinity of the soul untill it touches the sublime, the surealistic, the methephisic through the criation of imaginary samples and reaching the great born of the subjetive of the languages envolved in the past.
Mató denys the natural creating "her" natural view, paints concepts as invented landscapes, built up, recovered by the memory, crazy fragments of a nature that confound between reality and poetry, between what is true and false,between life and dream.
The color envolves tones of a melancolic green and lacustrine veins, with a grey from the valleys, unnexpectable and lighting ascensions... The abstraction will predominate the naturalistic imagy. With a poetic tension and descritive, almost sensual as a frequently turbulance. In her amazônia Mató spills an something from an intensive inside that is concentrated in the time of life, the fear of nothing, the representation of a being and its emotive space and a desire of going farther then a particular naturalism and  inumeral reminiscences iconographics. Her paintings thre is a boundery between the real and the imaginary.


**********************************************************************************
Luzes na selva cm.80x90 acr/tela coll particular
Os riberinhos fase amazonia 1999 90x80 acr /tela coll part.
Seres da floresta, 90x80 acervo particular fundação MCdonald
seres da floresta 2, coll particular , acr/tela cm 80x160


Mató arrivata dalla Puglia ,solare ,mediterranea,tagliata dalle grandi campiture dorate negli orizzonti piatti o dolcemente sedimentati,approda ai bordi della foresta amazzonica incupita di intrighi umbratili e misteriosi,labirinto di uma vegetazione disordinata,spontanea,inquietante.Questa natura vissuta come atmosfera,come tensione,come soglia del conosciuto e come arcano inesplicabile é la polaritá che spinge Mató dentro la sua Amazzonia per darle un´anima immediata,percettiva e percettibile,vissuta dentro.
Paesaggi quelli di Mató ,da leggersi come estraniazione  ed insieme suggestione,come estrapolazione del particolare che sottende ad um finito invisibile. Paesaggio anche come finzione, come pretesto pittorico,come elaborazione fantástica. Come lo ha scritto di recente Wladomiro Zocca , ponte percettivo tra il territorio della naturalitá e l´incommensurabilitá dell´anima sino a toccare il sublime, il surreale, il metafísico attraverso di modelli immaginari e pur attingendo al grande giacimento soggettivo di linguaggi che costituiscono l´arte del passato. Mató dipinge concetti come paesaggi inventati,costruiti, recuperati nella memoria, esorcizzati, schegge impazzite di natura dimenticata tra realtá e poesia, tra vero e falso,tra vita e sogno.
Nella liturgia del silenzio che vive dentro le tele o le  tavole di Mato c´é una pittura sospesa tra reale ed immaginario, tra visibile ed invisibile, tra arcano e naturale.La fisicitá di questa sospensione di liane, arbusti,quinte fogliacee é “cosa mentale”,non ci si faccia incantare dallo charme della pittura che la definisce.
È questo lo stupore che emana da uma pittrice,sontuosamente e splendidamente donna,
Ma altrettanto fredda, rarefatta, essenziale nel suo essere artista.
Anche in questa evidenza di opposti matura e si respira uma sua complice “diversitá” che la rende seducente e improbabile allo stesso tempo.

Critico d´arte Valerio Grimaldi - Bologna
*****************************************************************

L'illustre Critico Valerio Grimaldi nella Rocca Possente di Stellata
IL presidente Della Rocca Possente Daniele Biancardi con il Presidente della Fondazione McDonald
all'inaugurazione della mia Mostra ""Amazzonia"" sponsorizzata"
dettagli della Mostra Amazzonia



IO & Daniele Biancardi Presidente della Rocca all'apertura della mia mostra
 Rocca Possente di Stellata, Patrimonio dell'Umanitá castello secolare
dove hanno giá esposto grandi nomi della Pittura nazionale e internazionale!